Essere Donna. Cosa significa?
A me nessuno l’ha mai veramente insegnato. Nemmeno la mia mamma o le mie nonne, perché ora so bene che nemmeno loro ne detenevano il senso più profondo. Forse anche tu hai la mia stessa esperienza di vuoto sull’accompagnamento all’essere donna.
Ho sempre manifestato un ciclo mestruale molto doloroso. E mi è sempre stato insegnato che era normale così.
Poi nel mio viaggio di crescita personale ho iniziato a scoprire che no, non era normale che fosse così. Ho quindi iniziato a chiedermi come mai io sentissi tutto quel dolore durante le mestruazioni, che cosa volesse dirmi in realtà questo sintomo.
Le domande guida furono: io sono felice di essere femmina? Che effetto emotivo mi hanno fatto i miei modelli femminili? Loro come hanno vissuto la loro esistenza? Se penso all’essere donna…cosa sento d’istinto?
Le mie risposte furono: Paura. In verità mi sentivo terrorizzata. Pensare di essere femmina mi faceva sentire impotente e il tutto era mescolato sia ai miei modelli femminili che da ciò che avevo vissuto come figlia e donna.
La dismenorrea quindi non era altro che un segnale forte e chiaro per guardarmi dentro.
Ma non avevo gli strumenti per farlo da adolescente, mi ci è voluto tempo. Mi ci sono voluti anni e un intenso lavoro con la Gestalt per riuscire a sentire davvero nella mia pancia che avevo paura. Perché io prima non la sentivo la mia paura. Ovviamente c’era dentro di me ma non ero mai in contatto con questa mia emozione, proprio non la sentivo. “Abitavo” molto di più la mia energia maschile, sempre arrabbiata, in difesa o in attacco per difendermi, sempre molto affaticata per esistere.

Ho compreso che come donne, partiamo con zaini che hanno pietre pesanti al loro interno. Ci sono i nostri dolori, le nostre ferite ma anche la condizione delle nostre madri e nonne, i non detti, i segreti, i millenni di soppressione del femminile, del suo naturale potere e della sua energia sessuale.
Ma vorrei ti fosse chiaro come i nostri pesi diventano davvero l’opportunità della nostra ricerca e trasformazione.
Da adulta sei tu a decidere per te stessa, tu hai la responsabilità della tua “guarigione” femminile, evitando di rimandarla in nome di ciò che non hai ricevuto!
Cosa significa “guarire” il tuo femminile?
- Iniziare a vedere e diventare veramente consapevole di quali sono state le tue condizioni di partenza
- sentire le tue emozioni più profonde collegate al tuo femminile e iniziare a prendertene cura
- conoscere la tua naturale ciclicità inscritta nella natura
- conoscere davvero il tuo ventre, i tuoi genitali, tutto ciò che risiede nel tuo bacino da un punto di vista scientifico, emotivo ed energetico
- imparare a sentire il tuo corpo come guida
- pulirti emotivamente dai condizionamenti della società, dai tabù, dalle aspettative, da tutto ciò che senti come “prigione”
- imparare a sentire la tua energia sessuale, il tuo fuoco, la tua naturale potenza, a non temerla ma usarla per il tuo massimo bene
- trovare l’equilibrio con la tua energia maschile
E molto altro, in base alla soggettività di ognuna di noi.
Non serve solo capirle queste cose, la trasformazione avviene quando le senti profondamente. Capire non è cambiare. Bisogna lavorarci in un modo diverso per portare le informazioni dalla mente alle viscere. Allora lì ha inizio davvero la trasmutazione.
Nel percorso “Al selvaggio che è in te” lavoreremo in gruppo come donne, affinché ognuna possa fare il suo personale viaggio dentro al proprio femminile. Lavoreremo con gioia, allegria e spensieratezza, perché le nostre bambine interiori ne hanno sicuramente un gran bisogno. Scendere in profondità ma con leggerezza, questo è stato lo strumento più potente di cambiamento per me.
Le donne hanno bisogno di tornare in cerchio e a contatto con la luna, due elementi naturali con cui abbiamo un po’ perso il contatto. Il cerchio è la rappresentazione della nascita/vita/morte/rinascita che è dentro ogni gesto della natura e noi donne dentro questo ritmo ci muoviamo e ci esprimiamo per natura.
La luna in cielo ci fa da specchio e ci ricorda questo nostro essere cicliche poiché il suo ciclo dura come un normale ciclo femminile, da mestruo a mestruo. Ritornare anche in questo contatto ci permette di viverlo dentro e farlo nostro.
Come sopra così sotto.
